Gentili Lettori, Gentili Lettrici,
Sappiamo che leggere ci permette di incontrare personaggi, che ci sembrano persone in carne e ossa; paesaggi e contesti che palpitano di rumori, profumi e colori come se ci stessimo dentro; epoche storiche con tutte le congiure, con i colpi di scena e i moti politici e culturali come se fossimo lì, vivi e vegeti; ci rende cittadini e protagonisti di diversificati luoghi e tempi con lo struggimento di non essere plurimi, molteplici, ma solo, infine, un lettore o una lettrice in cerca di avventure identitarie.
È questo abitare il “possibile”, è questo “possibile” che poteva essere, che potrebbe essere e che aneliamo che fosse stato e che sia altro, come forse lo vogliamo noi, che rende il leggere una scommessa con il molteplice, con il caleidoscopio delle diverse sfaccettature che la vita, nel suo scorrere, prende.
È questa memoria del possibile e del molteplice che ci illude e ci richiama a pensare e forse a desiderare che il destino di ognuno possa essere cambiato o rimodellato.
Quindi leggere ci rende più vitalmente presenti a noi stessi.
Fra speranza e disperazione: comunque fascinoso.
Buona lettura
Francesco Caggio